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Tag: CO2

Aumento della CO2 ed effetti sulle proteine dei vegetali: Sarà apocalisse?

I carboidrati e le proteine sono due fra le principali sostanze alimentari prodotte dalle piante e che sono essenziali alla vita umana ed animale (Lehninger, 1975). Il contenuto annuo di CO2 nell’atmosfera terrestre aumenta al ritmo di circa 1.5 ppmv (parti par milioni in volume) l’anno. Questo fenomeno, che è in primo luogo effetto delle emissioni umane, ha portato dai livelli pre-industriali di 280 ppm (1750)  ad un livello attuale di circa 400 ppmv. Come noto tale incremento ha stimolato la fotosintesi (Tonzig e Marré, 1968) traducendosi in un incremento produttivo diretto di circa il 37% per le piante C3 come frumento, riso e orzo e di circa il 17% per le C4 come mais, sorgo e canna da zucchero (Penning de Vries et al., 1989).

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L’Inghilterra ci ripensa, e noi?

Problemi politici ma soprattutto economici quelli alla base delle recenti dichiarazioni del Primo Ministro inglese David Cameron, dichiarazioni però che, con riferimenti ai temi ambientali sono decisamente in controtendenza. Quelle che seguono le sue parole (da GWPF):

 

Abbiamo bisogno di rivedere alcune delle regolazioni ambientali e tasse che spingono verso l’alto le nostre bollette. Sappiamo tutti chi le ha generate.

 

Al di là del sapore squisitamente politico e propagandistico della seconda frase, che evidentmente punta il dito sulla fazione politica avversa, resta il fatto che il governo britannico, come molti altri in Europa, ha un serio problema energetico. Si profila quindi un allontanamento definitivo dalle regole del mercato come spiegava Carlo Stagnaro dell’Istituto Bruno leoni qualche giorno fa.  In sostanza, quello che si profila all’orizzonte, e qui si aprirà un interminabile dibattito tra chi è pro e chi è contro, è un ritorno all’energia nucleare con la collaborazione della Cina e dei cugini francesi di EDF, i quali hanno però preteso un prezzo minimo garantito circa doppio rispetto al valore di borsa dell’elettricità.

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Acqua corrosiva o giornalismo arrugginito?

La notizia è apparsa sui media qualche giorno fa. Lì per lì l’avevo lasciata andare, perché mi sembrava la solita solfa ‘aiuto moriremo tutti‘ che tanto piace ai media strilloni e poco porta alla conoscenza delle cose, quindi non volevo farle crescere le gambe.

 

Forse avevo fatto bene, ma sinceramente non resisto, perché all’allarme ingiustificato, come quasi sempre accade, si aggiunge anche l’ignoranza cronica con cui vengono normalmente recepiti e diffusi certi argomenti. E, ancora peggio, a menare le danze sono spesso reporter scientifici, che nuotano allegramente in questa ignoranza, certi del fatto che se amplificano il messaggio di allarme nessuno li correggerà, men che meno i cosiddetti ‘esperti’, che a quanto pare con l’allarme ci campano.

 

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Germania, la CO2 viaggia in Mercedes

La Germania è la locomotiva d’Europa. La Germania è leader nel settore delle risorse rinnovabili, sia dal punto di vista industriale che per quel concerne la potenza installata e l’energia ricavata. E’ anche il paese con il movimento verde politicamente più solido, per tradizione. E’ il paese che per primo ha messo al bando l’energia nucleare dopo i fatti di Fukushima. Insomma, la Germania è la Germania, ma…è anche il paese che produce e consuma carbone più di tutti gli altri paesi europei ed è anche il paese della Volkswagen, dell’Audi, della Mercedes e della BMW. La prima solo in parte, le altre tre dichiarate icone dell’auto di lusso.

 

Sicché, leggete qui sotto, da LaStampa.it di qualche giorno fa:

 

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Ad ognuno il suo (negazionismo)…

Non so perché abbia deciso di mettere tra parentesi una parte del titolo di questo post, ma direi che ci sta. E’ un termine troppo brutto per aver diritto a pari opportunità editoriali. Eppure mi tocca usarlo. A quanto pare, dopo essere stato malignamente coniato dai più ferventi attivisti del movimento-salva-pianeta per colpire i non allineati, e dopo essere stato maliziosamente sdoganato da chi dice di essere meno fervente e più buono, ma di non sapere in quale altro modo appellare chi non si schiera tra i crociati del clima, ora ci sono dei negazionisti anche tra le fila dei salvatori.

 

A sostenerlo è Naomi Klein attivista ambientale di lungo corso nonché autrice di libri dai titoli e contenuti inequivocabili, insomma, una di loro. Lo leggiamo attraverso il post di Judith Curry. Ma cosa negherebbero esattamente costoro? Molto semplice, continauno a negare di aver ideato, favorito e sostenuto – ignorando la scienza e il buon senso comune – delle policy climatiche di specifica natura finanziaria che hanno fallito su tutta la linea, non intaccando la concentrazione di CO2 di una singola molecola, e si sono per di più dimostrate per quello che i loro oppositori, gli orridi negazionisti climatici, hanno sempre detto che erano: un affare colossale per le corporazioni, un elemento di enorme pressione per la l’economia e un generale fallimento. Alla base di questa ‘cecità’, secondo la Klein, ci sarebbe qualcosa che sta conducendo le multinazionali dell’ambiente alla disfatta, ovvero lo scollamento tra la dirigenza, perfettamente a proprio agio negli ambienti propri delle multinazionali, e la base, dove risiedono invece le convinzioni a quanto pare spesso ignorate o disattese.

 

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